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Calcio, ritornare in campo o annullare tutto? Intervista esclusiva all’ex Nazionale Giuseppe Sabadini

Malgrado gli effetti della pandemia non siano considerevolmente scemati, il calcio prova a ripartire. I club di Serie A e B stanno costituendo protocolli di sicurezza, avviando tutte le procedure necessarie per consentire ai propri tesserati e alle squadre di tornare in campo. L’opinione pubblica, e quella degli addetti ai lavori appare spaccata: c’è chi ritiene più opportuno annullare tutto, e c’è chi vede di buon occhio una ripresa seppur con tutte le procedure atta a garantire la sicurezza.

A tal proposito abbiamo raccolto l’autorevole opinione di Giuseppe Sabadini, ex difensore della Nazionale, oltre che di Milan, Catanzaro e Samp. Questa l’esclusiva intervista rilasciata ai microfoni di Sport361.

Mister, sei d’accordo oppure no sulla ripresa dei principali campionati di calcio?Non sono molto d’accordo sull’ipotesi della ripresa del campionato. Non sono d’accordo per il fatto che non abbiamo ancora sconfitto questo virus. Di conseguenza, essendo il gioco del calcio uno sport di squadra nonché di contatto, potrebbe essere rischioso e dannoso.

I recentissimi nuovi casi di positività di alcuni tesserati potrebbero frenate l’idea di portare a termine in un qualche modo  la stagione 2019-2020.Per quanto riguarda gli ultimi casi di positività al coronavirus legati a qualche società di serie A, di conseguenza è ovvio che è difficile riprendere il campionato”.

Cosa, in buona sostanza, rischierebbe il calcio professionistico nel caso di non riavvio della stagione e se il Governo elargisse in ritardo gli aiuti economici annunciati.In questo caso sono un po’ più cattivello. A mio parere, i club soprattutto del massimo campionato italiano sono arrivati ad un punto in cui si fa girare un movimento economico di centinaia di milioni. È pur giusto che gli atleti guadagnino determinati soldi. Ma, va considerato che siamo arrivati a livelli di guadagni troppo alti. Per cui, a mio avviso, sarebbe giusto regolarizzare il tutto. Se, in questo periodo fanno fatica le grosse società figuriamoci quelle più piccole. Ci sarebbe sempre quel grosso divario tra società che possono spendere ad esempio 200 milioni per la campagna acquisti, e società, invece costrette a vivere solamente di scambi o barcamenandosi. Per questo dico che bisognerebbe regolarizzare un pochino il calcio. Ormai c’è un giro economico troppo grosso, dove circolano troppi soldi, e molte volte troppi soldi fanno anche male rischiando di mandare in fumo tutto il sistema”.

Sabadini in azione, Italia – Germania Ovest 0-0 / amichevole 26-2-74

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