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Maringelli, Polimnia: “Pronti a riprendere le attività in totale sicurezza”

Si farebbe concreta l’ipotesi di un riavvio del solo campionato d’Eccellenza. L’eventuale ripartenza dello specifico campionato suonerebbe come discriminante nei confronti di altri tornei dilettantistici, nonché di quelli legati alle formazioni giovanili. In tal proposito abbiamo chiesto un approfondito parere al Direttore Sportivo della Polimnia Calcio Vito Maringelli.

Con l’annuncio della ripresa dei campionati giovanili nazionali (Primavera 3, ad esempio) che possibilità si prospettano per i campionati regionali al di fuori di quello di Eccellenza?
In attesa di un pronunciamento da parte del Governo e dal CTS sulla possibile ripresa dei campionati di calcio a livello regionale e provinciale, la Lega Nazionale Dilettanti ha dato mandato a tutti i Comitati Regionali di riunirsi per definire le proposte e un eventuale percorso per la ripresa, da presentare nella riunione che si terrà in data odierna. Dai Comitati Regionali di tutt’Italia arriva l’indicazione di una ripresa possibile SOLTANTO per l’Eccellenza, qualora essa dovesse diventare d’interesse nazionale. Inoltre trovo un paradosso, il fatto che i campionati dilettantistici di Futsal, se pur di categoria nazionale possano proseguire nonostante ci sia più contatto e si disputano in palazzetti al chiuso.

Nonostante la sospensione del campionato in autunno, che grado di preparazione hanno al momento i vostri atleti? Pensa che per un’eventuale ripresa ci siano tutte le garanzie per riprendere anche con l’atteggiamento giusto agonisticamente parlando?
Dopo l’annullamento della passata stagione di tutti i campionati dilettantistici, ci siamo trovati ad affrontare la pandemia e allo stesso tempo progettare nell’incertezza totale di un eventuale ripresa, una nuova stagione.
Per quanto mi riguarda non è stato semplice fare mercato per consegnare una rosa con determinate caratteristiche richieste dal Mr. Muserra Mirko, perché i giocatori già visionati la scorsa stagione avevano interrotto bruscamente le loro prestazioni e il percorso di crescita e come se non bastasse venivano da mesi di lockdown dovuto alla pandemia dove purtroppo non tutti sono riusciti ad allenarsi individualmente tra le mura domestiche. Grazie alle conoscenze, competenze del preparatore atletico Dott. Antonacci Gaetano e la disponibilità da parte di tutti i giocatori siamo riusciti ad ottenere degli ottimi risultati sotto l’aspetto atletico, svolgendo in sicurezza gli allenamenti individuali nel rispetto delle norme anti Covid-19 come da protocollo FIGC.
Da ottobre scorso abbiamo scelto di sospendere tutti gli allenamenti per proteggere la salute dei nostri tesserati e delle loro famiglie, ma adesso siamo pronti a riprendere le attività in totale sicurezza.

Come procede il progetto “verde” fiore all’occhiello del sodalizio polignanese? Se non erro la Polimnia Calcio è uno dei principali club che puntano maggiormente sui giovani.
Da subito la nuova Dirigenza ha sposato il progetto “linea verde”, un progetto ambizioso e pronto a decollare composto da giovani calciatori molti promettenti.
Quest’anno siamo riusciti ad allestire una rosa con l’età media di 21,9 anni. Forse siamo stati l’unica squadra che milita nel campionato di promozione girone B pugliese ad aver avuto in campo contemporaneamente cinque o sei ragazzi under, e non è un caso se la squadra è momentaneamente a punteggio pieno.

Pensa che, con la sola ripartenza del campionato di Eccellenza, ci sia il reale rischio di perdere i giovani migliori? Questi verrebbero convinti da eventuali proposte all’apparenza vantaggiose, andando a vanificare tutti gli sforzi compiuti dalle società tipo la vostra.
Ci sono squadre che come la Polimnia Calcio hanno investito economicamente sui giovani grazie agli sforzi del Presidente Centrone Mario,la Dirigenza e gli sponsor,che nonostante questo momento di crisi economica mondiale hanno permesso a questo progetto di decollare. Non facendo ripartire i campionati di Promozione oltre che a vanificare tutti gli sforzi fatti per questa stagione, si rischia che i giocatori di Promozione vorranno giustamente andarsene per poter “giocare” in Eccellenza. C’è anche il rischio che le squadre di Eccellenza muteranno le loro rose con dei giovani provenienti da categorie inferiori interrompendo il loro percorso di crescita solo per risparmiare sugli ingaggi,abbassando il livello agonistico, perché non ci sarà più la paura di retrocedere.

In tempi in cui è ancora attuale l’emergenza sanitaria a causa del covid, quali iniziative si potrebbero mettere in atto per assicurare il rallentamento dell’eventuale diffusione del virus per assicurare la ripresa di tutti gli altri campionati dilettantistici all’aperto?
A mio parere i Comitati Regionali potrebbero organizzare un workshop con alcuni dirigenti,tecnici,medici e/o atleti delle società (magari divise per girone) per la comprensione e l’attuazione del protocollo anti Covid-19 della FIGC. Prima della ripresa delle attività si potrebbero fare test sierologici/molecolari per i calciatori che svolgono attività dilettantistica/giovanile sia regionale che provinciale e effettuare il giorno prima della gara un tampone c/o una struttura convenzionata. Queste misure di prevenzione anti Covid potrebbero servire anche ad avere una tracciatura di possibili soggetti asintomatici che senza la ripresa dei campionati metterebbero solo in circolazione il virus facendo aumentare i contagi.

Pensa che, la tesi che vede la pratica sportiva attiva favorirebbe ancor più di riflesso la salute psicofisica dei giocatori? Nel senso che, il prolungato stop non farebbe che aumentare i disagi degli atleti di riflesso su tutte le altre attività sociali.
L’importanza di riprendere ad allenarsi sta proprio nel migliorare la condizione fisica e il benessere dell’atleta e nel recuperare e migliorare anche sotto l’aspetto tecnico, tale da non provocare un decondizionamento fisico, il quale sarebbe più lungo e difficoltoso da colmare, in relazione al prolungarsi dell’inattività fisica col passare del tempo.

E’ d’accordo sul fatto che i più giovani, essendo maggiormente vulnerabili, andrebbero tutelati facendoli tornare sui campi, togliendoli dai pc e dal mondo sempre più virtuale?
Per i giovani del settore giovanile è ancora più importante riprendere le attività, perché provocherebbe un incremento della sedentarietà, aumento dell’obesità, un maggior utilizzo di dispositivi elettronici correlato a un aumento dei gravi danni provocati dato dalla maggiore esposizione a questi, una diminuzione della socializzazione.

In conclusione, quanto disposti vi sentite come società a collaboratore con il CR per trovare insieme una strada che porti a una soluzione soddisfacente?
Il mio auspicio è che semmai i campionati dovessero ricominciare, che poi possano anche concludersi con un format che non lasci nessuna società scontenta. Noi siamo disponibili a collaborare appieno con il CR affinché si torni presto a fare ciò che più amiamo, al di là dei ruoli che ricopriamo.

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