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Nicola Nanni (Rep. San Marino), prove tecniche bomber di razza

FOTO FSGC (Federazione Sammarinese Giuoco Calcio)

Un fisico da centravanti moderno e di razza, oltre a un’invidiabile trafila nelle nazionali della Repubblica di San Marino.

Ha indossato la casacca biancoverde del Monopoli con la prospettiva (non si sa mai) di poter vedere incrociati nuovamente i destini. Ha debuttato tra i professionisti nel 2018  con il Crotone in Coppa Italia, Nicola Nanni appartiene soprattutto alla categoria ‘predestinati’. A ventuno anni ha dinanzi a se tutto il tempo per diventare fortissimo e timbrare il taccuino dei marcatori con frequenza. Questa l’esclusiva intervista, con l’obiettivo e l’augurio di poterlo veder spiccare definitivamente il volo in palcoscenici sempre più prestigiosi.   

Come reputi la stagione calcistica da te appena conclusa con la maglia del Cesena? È stata un’annata molto bella e intensa. Ho trovato un gruppo eccezionale dove si lavorava forte per tutta la settimana, e per me vestire la maglia del Cesena ha voluto dire tanto”.

Con il tuo cartellino d’appartenenza al Crotone Calcio, che prospettive intravedi per il prossimo anno: ti rivedremo sui campi di Serie C, o su quelli (si spera) di B? “Ancora non ci penso, dopo qualche giorno di vacanze inizierò ad allenarmi per cercare di farmi trovare pronto ovunque sarò”.

La recente amichevole contro l’Italia con la tua nazionale sammarinese (oltre al brutto ricordo dei 6 punti di sutura in fronte), che tipo di emozioni particolari ti ha scaturito, e che tipo di europeo potrebbero a tuo parere fare gli azzurri di CT Mancini? “Giocare contro l’Italia vuol dire affrontare un top club mondiale, ma allo stesso tempo vuol dire sfidare ragazzi per cui fai il tifo da bambino ed è tutto molto strano e emozionante. Penso che sia una squadra con meccanismi già rodati e si giocheranno le proprie carte fino in fondo”.

Premetto di averti visto notevolmente in crescita tatticamente e tecnicamente dopo la stagione passata al Monopoli. Pensi di meritarti un’altra importante chance nel ruolo delicato ma affascinante che è quello di punta in una squadra con ancora più ambizioni? “In quest’ultimo anno, grazie al mister e ai compagni di reparto, ho imparato molti movimenti e fondamentali in cui prima non mi ritrovavo e mi sento maturato rispetto ad 1-2 anni fa”.

Roselli, Scienza, Varrella, William Viali: quale tra questi mister reputi colui che ha più valorizzato le tue qualità in campo? “Non è una frase fatta, ma ognuno di loro mi ha dato qualcosa di diverso e non posso fare altro che ringraziarli”.

In caso di un tuo gol in nazionale, non sarebbe legittimo far esplodere alcuni colpi di cannone dal Titano, tipo quando c’è il cambio dei capitani reggenti? Invece, che tipo di festeggiamento hai in mente in caso di una rete? Potrebbe succedere anche questo a parte gli scherzi. Non ho in mente un’esultanza particolare, ma sarà una cosa istintiva del momento come è sempre stato fin da bambino per me”.

Nicola, per concludere: sbaglio oppure il tuo sogno nel cassetto è quello di poter giocare un giorno con la maglia del Napoli, la tua squadra del cuore? A mio avviso hai tutte le possibilità perché il sogno possa un giorno avverarsi. Sì. È uno dei miei sogni giocare in uno stadio come il Maradona con la maglia del Napoli. Per me rappresenterebbe il massimo”.

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