Colombo: “Dopo una lunga pausa resta l’incognita (per tutti) dell’approccio alla gara

FOTO SS MONOPOLI 1966

Torna l’appuntamento tradizionale pre-partita con la conferenza stampa dell’allenatore del Monopoli Alberto Colombo.

Il tecnico brianzolo ha parlato nella vigilia della trasferta di Avellino, in vista della ripresa del campionato di Serie C.

“Mi mancava questo appuntamento, in maniera che si potesse parlare di campo e di partite. Abbiamo qualche defezione: ad Hamlili e Mercadante si è aggiunto anche l’assenza di Basile che ha avuto un piccolo problema ieri.

Sembra quasi di essere alla prima di campionato. L’incognita è l’approccio alla gara. È un mese che non scendiamo in campo in gare ufficiali, anche se proveniamo da un lavoro di 5 mesi sotto l’aspetto tattico, tecnico e caratteriale. L’incognita è l’approccio alla gara. Anche il Covid ha inciso inevitabilmente. C’è qualche squadra che ha potuto lavorare in un determinato modo e altre meno. Noi, sotto questo aspetto siamo stati fortunati per aver avuto pochi casi. Tutte le altre squadre si portano dietro gli stessi problemi. Per cui l’emergenza pandemica ha inciso quasi in egual misura.

Noi abbiamo meno pressioni rispetto a diverse altre squadre, per bacino di tifosi o per tradizione, avendo anche la possibilità di sbagliare. Siamo li, lotteremo per restarci più a lungo. Molte squadre ambiziose si stanno rafforzando. L’obiettivo nostro rimane quello di continuare a far bene. Noi speriamo di approfittarne di passi falsi altrui, ma lo facciamo con il sorriso.

Nonostante la lunga pausa ho preparato questa trasferta come tutte le altre partite. Abbiamo sempre lavorato nelle settimane che poi hanno portato ai rinvii per preparare la gara. Fortunatamente ci siamo potuti spostare su una preparazione più sotto il profilo atletico che tattico. Poi, sapendo che avremmo potuto ripartire ci siamo preparati più o meno come tutte le altre volte. Fermo restando la grande incognita del mese di sosta che vale per tutti.

Né noi né l’Avellino abbiano la priorità di fare una partita difensiva. Non c’è l’intenzione a priori di andare in campo per restare bassi e difendere in maniera esclusiva. Solo sé costretti lo potremo fare. Sé avremo la capacità e la forza di costringere l’Avellino sulla difensiva allora ci proveremo il più possibile noi. Alla fine la differenza potranno sempre farla gli episodi, dettati dalle qualità dei giocatori.

Sia noi che loro possono e possiamo trovale il gol in ogni situazione, da una palla inattiva, dalla giocata individuale, o da un’azione corale. Credo che l’errore lo puoi pagare a caro prezzo. Ecco perché ogni giocatore deve riprendere l’andazzo naturale a quella routine della gara”.

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